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L'idea guida  

L'idea guida del Comitato UN CORDONE PER LA VITA è quella di attivare una azione integrata sul territorio volta ad informare, sensibilizzare e stimolare, di concerto con le strutture pubbliche sensibili al tema, la nascita di una cultura adeguata e di strutture di riferimento per la donazione del sangue del cordone ombelicale.

Nello specifico:
•Sensibilizzare le donne e le famiglie salentine e pugliesi sull'importanza (oltre che sulla facilità e mancanza di dolore) della donazione del sangue del cordone ombelicale;
•Informare sugli adempimenti necessari per rendere efficace e possibile la donazione del sangue del cordone ombelicale;
•Promuovere, ed eventualmente supportare in prima istanza, a livello organizzativo, la donazione di sangue del cordone ombelicale e renderla possibile su tutto il territorio comunale, provinciale e regionale;
•Consentire la nascita e lo sviluppo di Banche di sangue del cordone ombelicale sul territorio provinciale e regionale;
•Contribuire alla messa in rete di tali strutture con omologhe sopranazionali per favorire la diffusione delle potenzialità benefiche della donazione.

Il Comitato si muove in favore della donazione come bene collettivo e non ai fini della conservazione (a pagamento) ad uso esclusivamente privato.



Cosa ha fatto


Il Comitato, unico tra tutte le associazioni di volontariato che operano nel settore sanitario pugliese, con i suoi 10.000 aderenti, oltre a tantissime associazioni locali e amministrazioni, ha profuso il suo impegno nella battaglia di civiltà intesa alla informativa, su tutto il territorio regionale - e su quello salentino in particolare - della importanza a fini terapeutici di un ampio ventaglio di malattie in specie nel settore pediatrico della donazione del cordone ombelicale e dell'utilizzo di cellule staminali esistenti nel sangue cordonale, e alla conseguente sensibilizzazione del governo regionale pugliese sulla necessità della istituzione, a spese e cura dell'Ente Regionale, come per legge dello Stato, della banca del sangue del cordone ombelicale assente in regione e presente invece nella quasi totalità delle regioni italiane.

Questa nota battaglia, condotta con point informativi specifici itineranti nonché con convegni nazionali e provinciali, eventi di taratura regionali e altre manifestazioni pubbliche, ha finalmente sortito nell'agosto del 2007 l 'effetto primario della istituzione da parte del S.S. Regionale della prima Banca Regionale del Cordone Ombelicale. Tuttavia, tale designazione, risultava insufficiente, di per sé sola, a configurare e realizzare in concreto l'attività di raccolta e conservazione del sangue cordonale in tutta la Regione essendo all'uopo necessari almeno più centri di prelievo e di raccolta del sangue da individuare presso strutture sanitarie costituite nei vari punti geografici della Puglia in considerazione della conformazione geografica del territorio che si allunga da nord a sud sul Tacco d'Italia con distanze pari a non meno di 500 km ca nella misura massima. Infatti, per una migliore e più razionale funzionalità dell?attività della Banca del Cordone e per la conformazione geografica della nostra regione, si evidenziava l'indispensabile istituzione di una seconda Banca del Cordone Ombelicale per l'area Sud-Puglia e/o quanto meno di Centri di prelievo e raccolta nel Salento onde consentire con maggiore facilità l'accesso indiscriminato a questo servizio sanitario/sociale a tutte le donne della Regione prescindendo dalla distanza del luogo di residenza delle stesse.

Proprio per conseguire tale risultato, con perfetta eguaglianza di diritti e pari dignità per le donne del Salento, il Comitato "Un Cordone per la Vita" nuovamente si è reso promotore di una Petizione Popolare quale strumento di partecipazione attiva e diretta che protrattasi per soli 45 giorni ha raccolto 16.000 firme presentate e consegnate al Consiglio Regionale.  
A seguito di tale petizione, l'Assessorato Regionale alla Sanità ha comunicato, l'emanazione di un  provvedimento istitutivo di distinti centri di prelievo e raccolta del sangue da cordone ombelicale nel Salento: a Lecce, a Tricase, ed altresì a Taranto e Brindisi.

Sollecitata sull'attuazione di quanto comunicato, con una continua attività di sensibilizzazione e pressante informativa nel tessuto sociale, la Regione Puglia, nell'agosto del 2008 ha deliberato il Progetto Rete Regionale per il prelievo e la raccolta del sangue placentare, con il quale ha finalmente fissato i criteri per l'accreditamento dei centri di raccolta del sangue del cordone ombelicale che entrano a far parte della rete regionale nonché le procedure per il prelievo e la raccolta dello stesso.


Cosa sta facendo



Oggi, l'attività del Comitato continua con lena e tenacia al fine di vigilare sull'effettiva messa a regime delle strutture designate al fine di rendere tale rete efficiente ed operativa nell'intero territorio regionale sì da consentire a tutti i pugliesi e in particolare alle donne, l'esercizio del diritto di usufruire del relativo servizio in condizioni di parità ed uguaglianza ovunque esse vivano indipendentemente dal luogo di residenza; ed altresì nel persistere nell'intento di far valere comunque presso gli organi decisionali regionali l'opportunità di istituire a Lecce una seconda Banca del Cordone per l'area Sud Puglia tanto in relazione alla attuale normativa dettata in materia la quale innovando sulla precedente, incentrata esclusivamente sulla donazione del sangue da cordone ombelicale, -utilizzabile per tutti i possibili fruitori- ha previsto anche il prelievo e la conservazione cosiddetta autologa solidale,- riservata cioè per se stessi e previo consenso ad una successiva donazione per trapianto in caso di necessità-, incidendo evidentemente sul numero di cordoni ombelicali da conservare e soprattutto sulla durata della disponibilità ematica destinata al singolo e ben individuato soggetto, quanto al fatto che ciò consentirebbe una più efficace e razionale organizzazione del servizio non solo per quanto concerne il trasferimento dei campioni ematici a distanza molto più ridotta rispetto a San Giovanni Rotondo, con riduzione notevole dei costi, ma anche per quanto attiene alla conservazione degli stessi per gli inevitabili sovraccarichi per l'unica Banca Cordonale di conservazione prevista dovuti al loro afflusso prevedibilmente notevole, perchè proveniente dall'intera regione, favorendo altresì la crescita culturale e sociale del nostro territorio con la nascita di un secondo polo di studio e di ricerca in materia.
Il tutto con una serrata attività di informazione e sensibilizzazione all'importanza della donazione del cordone e alla formazione di una cultura della donazione.





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